venerdì 20 giugno 2008

Le palafitte della città futura

Rassegna stampa italiana

La Stampa, 12 giugno 2008

Articolo disponibile in formato PDF sul sito della rassegna stampa del comune di Torino
documento n.
78341603.pdf

Settimo, torri e palafitte, è Laguna Verde la città del futuro.
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Laguna Verde, l'ecocity avveniristica sarà costruita a Settimo Torinese.

di Giovanna Favro

Un miliardo e trecento milioni di investimenti.

Una città tutta sopraelevata, costruita su palafitte che reggeranno strade (o meglio: passerelle pedonali) e palazzi. E sotto, un mare verde.

Sopra alle piattaforme aeree ci saranno residenze, negozi, areee per l'intrattenimento e la ricerca scientifica, compresi museo, palasport, scuola e piscina, e edifici con un'altezza media di 100 metri, compresi veri e propri grattacieli, costruiti sulle palafitte, alti fino a 215 metri. Sotto le isole edificate, ecco una distesa di alberi, prati e fiori che riunirà, senza soluzione di continuità, il parco La Mandria e il parco del Po.

Non è una città ideale né un fumoso e avveniristico progetto che prenderà corpo chissà quando. E' "Laguna Verde", e sorgerà sul serio molto presto, grazie a uno dei più grandi progetti di riqualificazione urbana e di "ecocity" d'Italia: prevede un miliardo e 300 milioni di investimenti ed è ritenuto uno dei più sofisticati ed ecocompatibili del pianeta.

Sorgerà su 815.000 metri quadri a Settimo Torinese, nel rettangolone compreso fra la tangenziale, la ferrovia Torino-Milano, il centro di Settimo e il confine con Torino da corso Romania. L'area sarà solcata da una strada area principale, una "Broadway" curvilinea su cui si affacceranno le attività commerciali e ricreative e dalla quale partiranno le passerelle di collegamento per le diverse "isole": 6 ad uso pubblico e 22 private, con in queste ultime i parcheggi, 3 piastre commerciali, 2 centri di ricerca privati (si parla di una multinazionale asiatica e un ateneo straniero), 16 isole residenziali e un hotel. Nelle sei isole pubbliche sono previsti museo, palasport, piscina, scuola e un polo di ricerca scientifica del Politecnico, dedicato ai nuovi materiali.

Ne hanno parlato ieri il rettore del Poli Francesco Profumo, il sindaco di Settimo Aldo Corgiat e Pier Paolo Maggiora che firma il progetto con lo studio ArchA. Si tratta dell'area della vecchia fabbrica Pirelli, che verrà dismessa in vista della realizzazione (sempre a Settimo ma in via Brescia), del più avanzato stabilimento Pirelli del mondo.

Questa zona, come ha detto il sindaco, rischiava di finire come molte periferie ex industriali. Invece, i proprietari delle aree si sono uniti per creare un progetto unitario in un comitato promotore, destinato a diventare un consorzio fra 7-8 soggetti fra cui Comune, Pirelli, Intesa SanPaolo, Ipi, Ifas, Sefas.

Il Poli vuol insediare uno o più "Kic" (Knowledge and innovation community) promossi con l'Istituto Europeo di Tecnologia, "ma l'attività di ricerca il cui progetto di fattibilità e realizzazione è affidato al Politecnico" - dice il sindaco - "è un punto di forza di questa nuova urbanizzazione che riguarda il futuro".

Se per Profumo "è sempre più irrinunciabile focalizzarci su processi e prodotti sostenibili", per Maggiora "la sostenibilità non sarà solo naturalistica, ma antropo-culturale, socio-gestionale ed economico-finanziaria".

Quanto ai tempi, Corgiat prevede i preliminari di variante al piano regolatore a ottobre: "Rilascerò i primi permessi di costruire a fine anno."


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